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La Milano di Bagutta

Il documentario ha come missione tramandare la memoria di quello che un tempo è stato il proto premio letterario  “Bagutta”, la nascita nel secolo scorso 1927 sino al 2016, anno in cui passa alla storia.

3 - 1a Giuria Premio Bagutta gennaio 1927 - Copia

Interviste a famosi personaggi, foto, aneddoti della famiglia e degli ultimi “Baguttiani” rendono il filmato un pezzo di storia unica e remota, di quella che solo in quell’epoca poteva nascere.

Si aveva il tempo per poter mangiare creando anche un simposio, con amici, colleghi artisti e non, in un clima praticamente famigliare creato dai proprietari Pepori, senza un fine prettamente commerciale o di business.

Non è retorica, ma siamo ai bei temp indree, detto alla milanese.

All’interno del documentario si possono trovare le famose liste, oggi messe mestamente all’asta, le quali erano un’icona del luogo, che ora non esiste più.

Fu nel 1936 che la famiglia Pepori chiese agli amici pittori di affrescare le pareti del loro locale; Ottavio Steffenini, Walter Resentera, Giuseppe Novello,  Pio Semenghini, Vellani Marchi, Gianni Colognese, Bernardino Palazzi, Domenico Morelli, Orio Vergani , Renato Vernizzi non si fecero ripetere la richiesta. E quando Giorgio De Chirico, Felice Casorati, Ardengo Soffici, e altri “grandi” passavano da Milano non disdegnavano di lasciare il loro ricordo. In tempi più recenti altri artisti come Adriano Spilimbergo, Luciano Minguzzi, Giuseppe Cesetti, Luca Vernizzi, e molti altri hanno lasciato più di un loro segno. Opere realizzate  dagli artisti, allora squattrinati, che in comitiva “fracassona e urlona molto mangiava e poco pagava”, come la Sora Giulia, cuoca e moglie di Alberto Pepori, amava ricordare con affetto. “Artisti” a cui spesso e volentieri cancellavano il debito del pasto accettando disegni, dipinti e poesie, che venivano offerti in segno di riconoscenza.  Tradizione che divenne abitudinaria negli anni a seguire con i fratelli Enzo, Adriano e Mario Pepori.

Riccardo Bacchelli  rimasto dunque soddisfatto del pranzo dopo il suo primo ingresso nella Trattoria, si era nel 1926, ritornò accompagnato dai suoi amici i quali, dato che si mangiava davvero bene con prezzi contenuti, ne divennero assidui clienti. Fu così che la trattoria diventò il luogo di ritrovo di scrittori e pittori dove incontrarsi e discutere di libri e di arte, un vero e proprio “circolo di artisti”.

135 - Vellani Marchi-Vergani 05.05.1956 x video - Copia

Certamente fu per gioco che ebbero l’idea  di imporre una sanzione pecuniaria a chiunque  disertasse la riunione conviviale senza un giustificato motivo. Tra questi a compiere l’infrazione fu Orio Vergani già noto foto-giornalista, che onorando l’impegno ebbe l’idea di proporre un fondo da destinare  all’autore di un libro che più piaceva alla compagnia.  La sera del’11 novembre 1927 venne depositata dagli undici  presenti, su un piatto di grossa porcellana, la somma di mille e cento  lire, 100 a testa, come somma iniziale del premio e, tra bicchieri pieni e mezzi vuoti, su retro del menù di carta gialla fu scritto il regolamento della fondazione del premio Bagutta. Un premio libero e indipendente da pressioni editoriali o da addetti ai lavori, che oggi forse non sarà più.

Autore dell'articolo: GIovanni De Santis

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