video-on-demand[1]

Il panorama delle piattaforme italiane del sistema VOD

Si è tenuta alla Casa del Cinema di Roma la conferenza stampa di lancio di The Film Club, il canale di cinema digitale di Dream Entertainment società che con il portale www.dvdstore.it si è imposta nel panorama della distribuzione italiana come uno degli importanti player per i canali di vendita di prodotti entertainment su supporto fisico (dvd /blu-ray), e che ora amplierà la propria offerta affiancando alla vendita tradizionale quella digitale.

Una seria realtà romana, con un ricco bagaglio alle spalle sul prodotto “fisico” completa la sua offerta di home entertainment, in maniera diversa da quella che generalmente fanno i pachidermi d’oltreoceano (sia dell’est che dell’ovest): chi puntando principalmente sui “blockbuster”, chi con le serie; loro con prodotti da offrire al pubblico con una selezione di cinema diverso, più raro e invisibile, magari difficile da reperire. E l’auspicio è quello di riuscire ad estendersi sul mercato estero portando ad un più ampio pubblico straniero pellicole del nostro cinema, anche degli esordi, restaurate e in ottima qualità.

Fortunatamente in Italia ci sono tanti altri imprenditori che sanno offrire questo e non solo, possiamo citare Chili-Tv con un ricco assortimento che spazia dai documentari passando al catalogo e arrivando anche e non solo ai top title.

vod_2

Oppure Cinemaf, gestita con capitali propri da giovani e capaci professionisti, che hanno visto una breccia sul lato scuola, proponendo materiale didattico, con un occhio di riguardo sull’intrattenimento di nicchia, definito art house e non solo; visto che i rumors sono per anteprima VOD thetrical, anche a supporto delle sale tradizionali, con un sistema di geo localizzazione, in modo da escludere alcune zone, se necessario.

Senza dimenticare l’antesignano Mymovies, con la distribuzione in digitale di cinema raro e ricercato.

Le grandi compagnie telefoniche hanno aperto alla VOD, unicamente per mantenere alto l’interesse degli abbonamenti o “accalappiarsi” i vari clienti sensibili alle mille offerte che propongono, ma senza dare una linea editoriale del settore.

L’intento principale di queste pluralità deve ottenere l’unico risultato che l’utente finale può sperare, una scelta propria, non dettata dalla massiccia comunicazione che droga, obnubila o nasconde, quello che la passione o la conoscenza, ricerca.

Bene, la marcia per il Passaggio a Nord Ovest verso lo streaming continua.

Autore dell'articolo: GIovanni De Santis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *