I guardiani della galassia – vol 2

E’ sempre James Gunn a scrivere e dirigere il secondo capitolo della squadra galattica della Marvel ormai passata alla Walt Disney. La banda di scatenati ed improbabili eroi capitanati da Peter Quill (Chris Pratt) salverà questa volta l’intero universo e nel farlo urterà ben più di qualche suscettibilità arricchendo la lista di nemici potentissimi. Ci sono grandi e sorprendenti rivelazioni parentali come è d’uso in una saga spaziale e combattimenti ed inseguimenti mozzafiato, il tutto condito con raffiche di battute e gustose citazioni per i più nerds. Ci si ritrova il gusto degli episodi della serie storica di Star Trek ed a tratti si ravvisa anche accenni al celeberrimo “The Blob” (quello del 1958).

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Per il resto la trama è così stringata che non accenniamo nulla per non togliervi quel minimo di sorpresa, ma d’altro canto non è certo l’intreccio narrativo la ragione per andare a vedere questo film, caso mai è un’alternativa ad un giro sull’ottovolante quando il tempo è piovoso. Anzi, il tentativo di costruire un certo intreccio va oltre le capacità di scrittura di Gunn che, dopo un inizio scoppiettante, si impantana per una quindicina di minuti in un ritmo un po’ lento, ma niente paura: il tutto riparte poi alla grande per un finale con , letteralmente, i fuochi d’artificio. E’ giusto anticipare almeno, come del resto si evince già durante i titoli di testa, che Groot, l’uomo pianta a cui Vin Diesel ha dato la propria voce, ha un ruolo veramente centrale.

gamora

I titoli di testa e di coda ormai sono assurti a vera arte e sono inglobati nel film in modo così funzionale e divertente che veramente consigliamo di stare seduti in sala fino a che non vi cacciano per fare le pulizie. Marchio di fabbrica di questo franchisee è l’uso della colonna sonora composta di brani anni 80 ( “Awesome Mixtape #2” è il nome della compilation con le musiche del film) che passano disinvoltamente dal piano diegetico a quello extra diegetico senza falsi pudori. La qual cosa crea un effetto spesso così dissonante tra commento sonoro ed immagini che risulta più esilarante delle battute, non sempre felici, che costellano il film.

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Ogni attore, mascherato o meno, fa il suo eccellente lavoro in ruolo e ci piace citare, oltre ai soliti noti, un magnifico Michael Rooker, usualmente un cattivo professionista, nella parte di Yondu e la bravissima Karen Gillan, nella parte di Nebula, la sorella “cattiva” di Gamora (Zoe Saldana). Sempre bellissima anche tutta pittata d’oro è Elizabeth Debicki che ricorderete in più umane spoglie in “Macbeth“, “Everest” e “Il grande Gatsby” e che qui interpreta Ayesha, la grande sacerdotessa dei Sovereign.

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Per sopramercato troviamo infine persino Sylvester Stallone che più invecchia e più migliora con un piacevole senso dell’umorismo.

Autore dell'articolo: redazione

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