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Fuori salone Milano 2017

Al Samsung Gallery l’innovazione tecnologica, l’avanguardia nel design e la voglia di stupire si uniscono in un abbraccio per farti provare un’esperienza sensoriale unica ed inaspettata, grazie alle iniziative in ambito Digital Health e Smart Home, delineando il futuro attraverso idee e tecnologie rivoluzionarie, trasformando il mondo dei TV, smartphone, tecnologie indossabili, tablet, fotocamere.

Tutto ciò per comunicarvi, che grazie a questo anche i filmaker alle prime armi (e non solo) possono, con pochi strumenti, cimentarsi in riprese tout court ma innovative. Con una spesa minima rispetto a telecamere professionali, possiamo dotarci di tutto quello che necessita per divertici e filmare i nostri contenuti (da un flash mob a un vero film) con strumenti consumer line.

Un telefonino ultima generazione S8 (senza entrare nei dettagli tecnici di questo smartphone)  e una telecamera Gear 360; con risoluzione video 4096 x 2048(24 fps), un working Time da 130 min. connessione Wi-Fi, BT “et voilà” Il “gioco” è fatto. Il mondo per diventare un filmaker si apre, dando una possibilità molto inclusiva a chiunque vuole intraprendere questo percorso, che non per tutti è detto che si compia.

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Rispetto al mondo incantato del cinema o anche a quello più prosaico della fiction il filmaker amatoriale sta accorciando le distanze, quanto meno sul piano della qualità delle immagini. Certo siamo sempre lontani da quanto si ottiene con ottiche professionali e relativo impianto scenico ed illuminazione, per tacer dell’audio e di quanto si ottiene poi in postproduzione, ma dopo la provocazione dei film girati interamente con il famoso telefonino della mela i prodotti consumer sono stati sdoganati verso un livello impensabile anche solo una decina di anni fa.

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Chi ha le capacità o chi è ancora acerbo ma ha un talento stimolato e maturato guardando i film e documentari di grandi registi ha oggi una “chance” (e il francesismo è d’obbligo ad ormai poco più di un mese dal festival di Cannes) anche solo per capire in maniera diretta il lavoro (in alcune regioni si chiama, non ha torto “fatica”) che si compie dietro qualsiasi racconto che vogliamo esprimere con un filmato.

Autore dell'articolo: GIovanni De Santis

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